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Cosa vedere a Siena

Spesso eclissata dalla fama di Firenze, Siena è in realtà sede di numerosi capolavori. Il suo passato le ha donato edifici ed opere d’arte, capaci di attirare il turista disposto a passare un giorno tra le sue vie.

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Allora, il viaggio del turista può iniziare dal Duomo. Dedicata a Maria Assunta, la chiesa è il simbolo della città, capace d’imporsi con la facciata con l’alternanza bianco-nero. Al suo interno, il pavimento è decorato con vicende bibliche, come la storia di Mosè o la strage degli innocenti ordinata da Re Erode, a metà tra devozione religiosa e simbolismo alchemico. La navata sinistra vanta poi la Libreria Piccolomini, dedicata a Pio II e con gli affreschi del Pinturicchio. Sempre per il Pontefice fu creata la Cappella Piccolomini, sede di 4 statue scolpite da Michelangelo nel periodo 1501-1504. Infine il Pulpito, dove il pittore Niccolo Pisano illustro la vita di Gesù ed altre storie dei Vangeli.

Meno esteso ma altrettanto spettacolare, il Battistero sfida il Duomo per un posto speciale nel cuore dei cattolici locali, che dal 1325 varcano la soglia per partecipare al rito battesimale. Entrando, il turista viene rapito dagli affreschi delle navate: gli Articoli del Credo, opera di Lorenzo di Pietro, i Miracoli di Sant’Antonio, di Benvenuto di Giovanni e La lavanda dei piedi, creato da Pietro degli Orioli. Non si può poi dimenticare il Fonte Battesimale. Opera in bronzo e marmo, posto al centro dell’edifico, reca l’impronta artistica di maestri come Donatello, Ghiberti, Jacopo della Quercia e Giovanni da Turino.

Duomo di Siena

Foto di Johan Haggi

Battistero di Siena

Foto di ''ho visto nina volare''

Se il Duomo è il centro religioso, Piazza del Campo è quello della vita civile. Dal Medioevo, i senesi si riuniscono qui per discutere di politica o per godere del mercato, feste e mostre: la Piazza è anche la sede del Palio, la corsa capace di coinvolgere allo stesso modo locali e visitatori. Pensata per imitare una conchiglia a 9 spicchi, Piazza del Campo offre ristoranti, negozi e fornitori di souvenir. Secondo la tradizione, dopo gli acquisti i turisti devono alzare lo sguardo ed osservare il cielo.

Nei dintorni di Piazza del Campo, tre monumenti importanti: la Fonte Gaia, la Sinagoga e la Torre del Mangia. La Fonte Gaia è la più importante delle fontane cittadine. Nasce nel ’300, parte terminale di un complesso idraulico che comprende una galleria di 30 chilometri: la soddisfazione è tale da decidere il nome. Vanto della fontana sono i bassorilievi del maestro Jacopo della Quercia, che li scolpi tra il 1409 ed il 1419. L’opera alterna temi religiosi, come la Cacciata dei progenitori, la Madonna circondata dagli Angeli e la Creazione di Adamo, a figure dell’antica mitologia come Acca Larenzia e Rea Silvia. Avvicinandosi, il turista può notare come lo scultore sia partito dalle convenzioni estetiche dell’epoca per donare all’opera finita vitalità ed originalità molto personali.

Piazza del Campo

Foto di Diego Crivellaro

Piazza del Campo

Foto di Diego Crivellaro

La Sinagoga nasce nel 1786, simbolo dell’importanza della comunità ebraica e della tolleranza delle autorità. L’esterno semplice e disadorno contrasta con l’interno ricco e decorato, sorta di museo degli Ebrei di Siena, la cui presenza in città risale al Trecento. Tra i reperti in mostra si distingue la Sedia di Elia, i cui versetti intarsiati la indicano come oggetto per il rituale della circoncisione.

Alta e possente, la Torre del Mangia svetta sulla città con i suoi 88 metri d’altezza e la rampa di 400 scalini. Dopo averla percorsa, si è però ricompensati con un panorama che abbraccia l’intero abitato e le vicine colline. Forse anche per questo, la Torre è nominata in racconti e leggende, diffuse in tutta la Toscana.
Una di queste spiega il nome della costruzione con Giovanni di Duccio, primo leggendario custode famoso per l’abitudine di spendere l’intero salario in pranzi da osteria. Da qui il soprannome Mangiaguadagni, poi rimasto alla Torre. Un’altra ritiene la struttura opera di architettura magica: durante i lavori, i muratori posarono nelle fondamenti monete portafortuna e pietre con incantesimi latini ed ebraici, aventi lo scopo di difendere la Torre da tempesti, incendi e devastazioni.

Torre del Mangia

Foto di Jon Gonzalo Torròntegui

Fonte Gaia

Foto di ''ho visto nina volare''

Ai suoi piedi riposa la Cappella di Piazza, dedicata alla Vergine Maria per la fine dell’epidemia di peste del 1352. La struttura ha subito diverse modifiche. I pilastri d’angolo raggiunsero lo stato attuale nel 1376. Le sculture all’intero furono realizzate nel 1382 dal Pizzino (Bartolomeo di Tommé) e Mariano Romanelli. I marmi frontali sono il risultato di un restauro ottocentesco di Enea Becheroni. Infine, nel Quattrocento Antonio Federighi inserì una volta rinascimentale con archi a tutto sesto ed una serie di decorazioni, poste nel coronamento.
Una volta la Cappella ospitava Madonna con il Figlio e Dio Padre: composto nel ’500, tale affresco di Giovanni Bazzi è oggi situato nel Museo Civico. Da essa, il viaggiatore può recarsi al Palazzo Pubblico: dal 1300 ad oggi, l’autorità pubblica viene esercita al suo interno. In nome di tale onore, un editto d’origine medievale impone di costruire le case vicine con uno stile coerente al Palazzo Pubblico, ma con dimensioni e spese inferiori.

Museo Civico, che espone l’Allegoria ed Effetti del Buono e Cattivo Governo, affresco dipinto da Ambrogio Lorenzetti e databile intorno alla prima metà del Trecento.

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